Le Ali Morali | Ward Brehm // Un dispotico uomo d’affari in via di guarigione (senza un piano B)
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27 Sep Ward Brehm // Un dispotico uomo d’affari in via di guarigione (senza un piano B)

Era il 2008 quando Ward Brehm pronunciò questo discorso a Washington DC.
Era in una grande sala dove erano convenuti il Presidente degli Stati Uniti e altri capi di governo, ambasciatori, prestigiosi uomini d’affari e notabili da ogni parte del mondo… Le Ali Morali c’era e prese nota per adempiere al suo compito di diffondere storie come questa!
Ward Brehm è il Presidente del United States Africa Development Fund, nato con lo scopo di portare in Africa un sistema di micro investimenti che consenta alla popolazione locale di sviluppare una rete d’imprenditori, sostenendoli poi nelle loro attività produttive e commerciali.
Il suo lavoro parte da un’esperienza di vita da cui non si può tornare indietro: quando aiuti gli altri a cambiare la loro condizione, anche la tua vita cambia.
Grazie alla collaborazione di nostri cari amici oltreoceano abbiamo avuto accesso alla trascrizione di quel discorso che, siamo sicuri, sarà contagioso con la sua carica di vita e di speranza.
Condividiamo qui di seguito i passi più significativi del suo intervento, che meglio di tanti commenti illustrano il suo pensiero e la sua singolare personalità. E le sfide con cui tutti noi dovremmo confrontarci.
La traduzione è di Antonella Borlotti, a cui va la nostra gratitudine per il suo generoso contributo alla causa di Le Ali Morali.

(Seguirà prossimamente una nuova intervista in esclusiva di Le Ali Morali a Ward Brehm)

Il discorso di Washington:

“…Il miglior modo di aiutare i poveri è di aiutarli a non essere più poveri. L’unico modo che io conosca per farlo è offrire opportunità di lavoro, e la migliore forma di sviluppo sostenibile è un salario costante…

…Si è detto che se dai a un uomo un pesce, lo sfami per un giorno; insegna a un uomo a pescare, e lo sfami per la vita. Ma la storia non finisce qui. Se vuoi mangiare tutta la vita, devi possedere il laghetto…

…Io sono un ambizioso e dispotico uomo d’affari in via di guarigione. Perfino persone a cui piaccio mi descrivono come uno che spesso ha torto, ma raramente ha dubbi. Anche da piccolo ero un bambino difficile…

…Nel 1994, l’Africa non era sullo schermo del mio radar personale. La verità è che l’unica cosa importante su quello schermo ero IO!

…All’aeroporto di Los Angeles acquistai una copia del libro di Stephen Covey, ‘Le sette abitudini delle persone altamente efficienti’. Non lo comprai per imparare qualcosa, volevo sono essere certo che lui avesse le idee chiare…

…I paradigmi di solito cambiano per uno shock o un trauma, ma mi domandavo se fosse possibile cambiare di proposito. Supposi che se avessi visto le persone morire di fame, avrei cambiato il paradigma e forse molto di più. Fu il pensiero di un istante, subito dimenticato…

…Ma … due mesi dopo, mi ritrovai all’aeroporto di Minneapolis con in mano un biglietto per l’Etiopia…

…Volammo per dodicimila miglia fino all’Africa e un milione di miglia al di fuori della mia “area protetta”. Ebbi il grande privilegio di avere il cuore spezzato. Vidi la povertà a livelli osceni. Bambini con le mosche sugli occhi e destinati alla cecità a causa della mancanza di una medicina da 50 centesimi; i volti emaciati della miseria; le famiglie distrutte dalla guerra civile. A Masaka, in Uganda, tenni la mano di una madre di 22 anni mentre moriva di AIDS per poi girarmi e guardare dritti in faccia quattro nuovi orfani. Ero un testimone oculare. Le statistiche adesso avevano un volto. Avevo sempre creduto alla verità di quelle statistiche, ma ora erano diventate concrete. Le cose si facevano personali…

…Avevo digiunato per cinque giorni durante il cammino per provare la vera fame, ma mi ero portato delle barrette proteiche in caso di “emergenza”. Alla fine della camminata collassai in una capanna presa a prestito. Quando mi svegliai, 13 ore dopo, vidi un ragazzino che sbirciava dalla porta. All’inizio era terrorizzato, ma alla fine la curiosità ebbe la meglio, io capii che era più interessato alle mie barrette rinforzanti che a me. Riuscì a scipparne una e scappò via immediatamente. “I bambini sono gli stessi ovunque,” pensai, fino a che uscii dalla capanna e trovai il ragazzino in ginocchio vicino alla sorellina di due anni che aveva lo stomaco orrendamente rigonfio, la stava imboccando con minuscoli pezzi di proteine… Tre mesi dopo, venni a sapere che era morta… un altro cambio di paradigma…

…La maggioranza di noi benestanti ha troppe cose: troppo cibo, auto in soprannumero, ottima assistenza sanitaria, pensione, assicurazione… è solo quando le cose crollano completamente e restiamo senza alcun controllo che ci sentiamo totalmente dipendenti e quindi più vicini a Dio. La morte, il cancro, il fallimento professionale, la dipendenza, il divorzio, le crisi; queste sono le cose che ci mettono realmente in ginocchio. In tutto il mondo, America compresa, nella vita di coloro che sono veramente poveri, le cose crollano di continuo… Loro non hanno mai il controllo, vivono regolarmente in modalità di crisi e quindi dipendenti e fedeli al comandamento di Dio di amarlo con tutto il cuore. Sovente Dio è tutto ciò che i poveri hanno. I leader che Dio consacra sono la loro unica speranza. E nonostante le condizioni orripilanti in cui spesso vivono, i poveri sono grati per il solo fatto di esistere…

…Solgenitsin diceva che il disastro si definisce con due parametri: la dimensione e la distanza. Quindi un piccolo disastro vicino a casa o un enorme disastro lontano, corrispondono a ciò che lui descrive come “disastri sopportabili di proporzioni sopportabili”. Nel 1994, in Ruanda, un paese delle dimensioni del Maryland, il genocidio politico fece più di 800.000 vittime: 9.000 vite al giorno per 90 giorni. Il che fa due disastri come il World Trade Center al giorno per tre mesi…

…Nel nostro sforzo di aiutare, possiamo derubare i poveri della loro dignità. Per potere essere veramente di aiuto ai poveri, li dobbiamo capire, li dobbiamo conoscere e dobbiamo amarli. Loro non sono un gruppo. Il povero non è una specie. Sono identici a noi in quanto a speranze e sogni. Amano le loro famiglie e desiderano una vita migliore. L’unica differenza è che sono poveri. Le persone non soffrono e muoiono in gruppi, ma uno alla volta. E ognuna di quelle morti produce la stessa agonia che potremmo provare io e te e le nostre famiglie…

…Sarò sempre debitore con l’Africa. L’Africa mi ha risvegliato quando non mi accorgevo di dormire. Prego che tutti coloro che sono alla ricerca trovino un sentiero simile. Prego che ognuno di voi trovi la propria Africa…

…La madre in Etiopia che vede morire il suo neonato di malnutrizione, perché dovrebbe pensare che Dio è buono? E qual’è la strategia di Dio per farle sapere che Lui la ama?

La risposta è sbalorditiva. La risposta è … NOI!

La cosa ancora più sbalorditiva è che … non ha un piano B … ”
NPB 2008 – Washington DC